Il cinema italiano torna a raccontare le proprie radici più profonde con
La Befana vien di notte II – Le origini, film del 2021 diretto da
Paola Randi, che rilegge in chiave fantasy una delle figure più iconiche
della tradizione popolare: la Befana.
Non si tratta di un sequel del film del 2018, ma di un vero e proprio prequel,
pensato per mostrare come nasce la leggenda, prima che diventi mito, fiaba e memoria collettiva.
Un prequel tra magia, storia e fiaba
Ambientato nella metà del XVIII secolo, il film mescola atmosfere storiche,
elementi fantastici e una forte componente simbolica. Al centro della storia
c’è Paola, una giovane ladruncola costretta a fuggire da un potere
crudele che usa la paura delle streghe come strumento di controllo.
Il racconto si muove tra boschi, palazzi nobiliari e sotterranei, costruendo
un mondo visivamente fiabesco ma attraversato da temi molto concreti:
persecuzione, abuso di potere, identità e riscatto.
La trama in breve (senza spoiler)
Accusata ingiustamente di stregoneria, Paola viene salvata da Dolores,
una strega buona che vive nella foresta e protegge bambini rimasti orfani.
Qui la ragazza entra in contatto con la magia, ma anche con le responsabilità
che essa comporta.
Il confronto con un antagonista ossessionato dal potere porterà Paola
a scoprire un destino più grande di lei, fino a trasformarsi in ciò che
la tradizione conoscerà come la Befana.
Un cast tra volti amati e ruoli controcorrente
Il film si regge su un cast solido e ben calibrato:
-
Zoe Massenti interpreta Paola, dando al personaggio energia,
irrequietezza e una crescita credibile. -
Monica Bellucci è Dolores, figura magnetica e malinconica,
custode di una magia antica e di un dolore mai risolto. -
Fabio De Luigi sorprende nel ruolo del barone De Michelis,
antagonista grottesco e inquietante, lontano dai suoi ruoli comici classici.
Perché “Le origini” funziona
Il punto di forza del film sta nella capacità di parlare a pubblici diversi:
è accessibile ai più giovani, ma contiene livelli di lettura più profondi
per gli adulti.
La Befana non è solo una figura folkloristica: diventa simbolo di libertà,
scelta e trasformazione. Un racconto che rispetta la tradizione senza
rinunciare a una visione moderna.
Approfondimenti e visione
Per una scheda completa del film, con trama estesa, cast dettagliato,
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Conclusione
La Befana vien di notte II – Le origini dimostra come il cinema
italiano possa ancora raccontare storie radicate nella cultura popolare,
rinnovandole con stile, ironia e una buona dose di magia.
Un film che non si limita a intrattenere, ma che riscrive un mito
partendo dall’umanità dei suoi personaggi.
La Befana al cinema: tradizione e racconto nella storia del film italiano
La Befana vien di notte II – Le origini non è soltanto un film fantasy,
ma un esempio interessante di come il cinema italiano continui a dialogare
con il proprio patrimonio culturale.
La figura della Befana, profondamente radicata nell’immaginario popolare,
attraversa secoli di racconti, simboli e tradizioni. Il cinema, nel tempo,
ha spesso svolto il ruolo di ponte tra folklore e modernità, trasformando
miti antichi in storie accessibili a nuove generazioni.
Questo approccio non è nuovo: dalla stagione del Neorealismo fino alle
riletture contemporanee, il cinema italiano ha saputo reinventarsi
mantenendo un legame forte con la propria identità culturale.
Per chi desidera approfondire l’evoluzione del cinema italiano,
dalle origini fino ai giorni nostri, consigliamo la lettura di questo
articolo editoriale pubblicato su Bloggatore:
La storia del cinema italiano: dalle origini ai grandi capolavori
Un percorso che aiuta a comprendere meglio anche film come
La Befana vien di notte II – Le origini, inserendoli
in una tradizione narrativa e culturale molto più ampia.




